Correa ritira la legge per tassare l’eredità

Geraldina Colotti  17.06.2015  “Il Manifesto”

 

Ecuador. Il presidente ai cittadini: «Serve un dibattito nazionale»

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Ecuador, il presidente Rafael Correa

 © La Presse

 

 

Cor­rea cede alla piazza. Dopo le vio­lente pro­te­ste dell’opposizione, che hanno rac­colto anche rumo­rosi scon­tenti all’estrema sini­stra di Alianza Paiz, il pre­si­dente dell’Ecuador ha deciso di sospen­dere l’iter della Legge orga­nica per la redi­stri­bu­zione della ric­chezza, altri­menti detta Ley de Heren­cia. Per Cor­rea, serve ora «un grande dibat­tito nazio­nale» per spie­gare bene le cose al paese ed evi­tare le stru­men­ta­liz­za­zioni di quanti creano ambi­guità per desta­bi­liz­zare il governo.

Il testo, che il par­la­mento avrebbe dovuto licen­ziare entro 30 giorni, pre­ve­deva di aumen­tare le tasse di suc­ces­sione dal 2,5% al 77,5%. Un prov­ve­di­mento con­tro le disu­gua­glianze, secondo il governo: per­ché — ha spie­gato Cor­rea — nono­stante i bene­fici appor­tati ai meno favo­riti dalla «revo­lu­cion ciu­da­dana» , il 2% con­trolla ancora oltre il 90% delle risorse nazio­nali. E que­ste tasse — che non met­te­reb­bero le mani nelle tasche dei pic­coli patri­moni per­ché oltre il 98% degli ecua­do­riani non ver­rebbe toc­cato — ser­vi­reb­bero a «demo­cra­tiz­zare il con­trollo dei mezzi di produzione».

Secondo il pre­si­dente ecua­do­riano, è neces­sa­rio deci­dere «il tipo di paese che vogliamo». La deci­sione di riti­rare il testo di legge è stata presa soprat­tutto per evi­tare che gruppi di oppo­si­zione, mino­ri­tari ma vio­lenti, «gene­rino nuovi scon­tri, soprat­tutto in vista dell’arrivo di papa Fran­ce­sco», dal 5 all’8 luglio. «Si può par­lare di demo­cra­zia quando meno del 2% accu­mula nelle pro­prie mani tutta la ric­chezza?», ha ripe­tuto, richia­mando le parole del papa quando dice «che la disu­gua­glianza è fonte di con­flitto tra i popoli, e per­ciò attenta alla libertà della persona».

Quindi, Cor­rea ha auspi­cato: «Spe­riamo che a que­sto grande dia­logo nazio­nale per la demo­cra­tiz­za­zione delle risorse par­te­ci­pino orga­niz­za­zioni sociali, gio­vani, sin­da­cati, acca­de­mici. Non vogliamo urla, stru­men­ta­liz­za­zioni e vio­lenze, ma argo­menti intorno a cui discu­tere e ascol­tare proposte».

Nelle vio­lenze, par­tite soprat­tutto dalla capi­tale Quito, dove governa un sin­daco di oppo­si­zione, è rima­sto ferito anche un ex mini­stro della cul­tura di Cor­rea, il cui volto insan­gui­nato ha fatto il giro del web. Da Cuba al Vene­zuela, dalla Boli­via alla Una­sur, tutti hanno con­dan­nato le vio­lenze e denun­ciato il ten­ta­tivo delle destre di far cadere Correa.